La storia

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La storia della Famiglia Coldesina é datata nel lontano 1891, quando nella vecchia casa adibita a « stallazzo », vale a dire il servizio del cambio di cavalli, era nel pieno del suo fulgore. In questo periodo erano le donne ad occuparsi degli avventori ed esisteva l'obbligo di mantenere sul focolare del caffé caldo da offrire gratuitamente ai cocchieri.
Poi negli anni 40/50 del secolo scorso, nonna Pierina, detta barbisa per via dei suoi baffi, accudiva ancora la sua vacca che chiamava Müchèt.
Fu allora che il figlio Ignazio, detto « Gnazin », iniziava con il commercio di animali con una spiccata predilezione per i cavalli ; allora i commercianti di bestiame avevano un loro codice e il foulard annodato con un nodo particolare per riconoscersi, venivano infatti chiamati « Bastròzz o bastrozzòn » .
Poi nel 1969 circa, l'esigenza di allargare la strada cantonale, ebbe come conseguenza la demolizione delle vecchie stalle, ragion per cui Gnazin insieme al figlio Luigi, nel 1971, iniziarono la costruzione di un nuovo edificio adatto per accogliere 20 capi di bovini, 2 cavalli e 6 maiali.
Ma siccome da lungo tempo la Famiglia Coldesina gestiva, appunto, non solo il bestiame, ma anche l'osteria della Palazzina, dove lavorava la moglie Margherita, meglio conosciuta come « Mutti », dalle sue origini Svizzere Tedesche, la quale ha sicuramente trasmesso la sua passione per l'arte culinaria ed il buon vino, sopratutto al figlio Guerino, diventato un cuoco importante nel panorama gastronomico del Canton Ticino e forse anche oltre.
Essendo ancora una famiglia di tipo feudale, tutti dovevano contribuire al buon funzionamento della stessa, ognuno apportando il proprio contributo.
Infatti la figlia Emmy lavorava quale cameriera, Guerino in cucina, Luigi e Tino con il bestiame e l'agricoltura. Quest'ultimo anche impiegato in una azienda quale apprendista pittore.
Poi con il passare del tempo, le mutazioni si fecero sentire, anche e sopratutto nel settore primario, e quindi Luigi si adeguò al cambiamento e nel 1974 cominciò ad occuparsi di trasporti e scavi, persona dotata di una carica di simpatia dirompente, venne a mancare troppo presto all'età di 36 anni, lasciando la moglie Delia e il figlioletto Aldo.
A questo punto, Tino decise di continuare con la passione del bestiame e comprò la stalla , sostenuto dalla moglie Nadia, continuando l'azienda agricola, seppur in forma ridotta, affiancando il lavoro da pittore al contadino, con difficoltà e parecchi sacrifici. Un prezioso ed importante aiuto venne dato anche dall'amico Ivo detto Lupo e Teo.
Imparando, nel frattempo, anche l'antica arte della mazza casalinga, creando salumi sopraffini con il supporto determinante del compianto Roby Zocchi.
Ma nel 1993 un'altro lutto colpi la famiglia Coldesina, poiché Nadia lasciava il marito e gli adorati Andrea e Ramona, fu un duro colpo per il morale, ma Tino personaggio indomito non si perse d'animo e continuò il suo cammino anche con l'azienda agricola, il suo bestiame gli diede ancora più forza, tant'é che volle prendere in gestione anche l'Alpe di Faré (Alpett da Sigirin).
Poi nel 2000, Paola, fece il suo ingresso nella vita del RenaTino, con il suo carattere mite e la sua incredibile pazienza riusci a dare un nuovo impulso e nuova motivazione, migliorando la gestione e l'organizzazione dell'azienda stessa.
Qualche anno dopo, di conseguenza, Paola e Tino si unirono in matrimonio con l'approvazione dei propri figli, e con rinnovato entusiasmo, passo dopo passo, l'azienda cominciò a subire piccoli ma costanti mutamenti e migliorie, poi con la necessità di nuove norme per la tenuta degli animali, il vecchio ricovero rimase inutilizzato, da qui l'idea di trasformarlo in agriturismo.
Il progetto, venne affidato al figlio di Luigi, Aldo, diventato architetto, il quale permise a questa idea di diventare realtà, con il contributo anche del figlio di Emmy, Massimo meglio conosciuto come « Toto » , da sempre vicino al mondo rurale e appassionato di bestiame, sopratutto come il nonno Gnazin, di cavalli.
Alla trasformazione vera e propria anche il papà di Massimo, Enrico, cognato del Tino, con la sua esperienza e professionalità come idraulico, hanno contribuito in modo deciso e determinante alla buona riuscita di questo progetto ambizioso.
È quindi con orgoglio, dopo varie peripezie, che presentiamo oggi l'azienda agricola e agriturismo La Stala Sagl che offre i propri prodotti con quelli della regione, in un ambiente particolare ricavato dalla vecchia stalla delle mucche, con l'obiettivo di provare a far rivivere le sensazioni, i sapori, i valori e le emozioni di una volta, il tutto condito dall'allegria e l'umiltà che da sempre ci ha contraddistinto.

Famiglia Coldesina

I nostri recapiti

Azienda Agricola e Agriturismo La Stala
Via Cantonale 2, 6805 Mezzovico-Vira
Telefono: +41 91 930 67 77
coldesina@lastala.ch